Black Comedy a Roma

29 Marzo 2007 2:37

Compagnia Attori&Tecnici
BLACK COMEDY
di Peter Shaffer      
traduzione e adattamento di Attilio Corsini
con  Viviana Toniolo    Giorgio Lupano     Stefano Altieri   
Stefano Messina      Roberto Della Casa      Annalisa Favetti
e la partecipazione di  Debora Caprioglio
scene   Uberto Bertacca  
 
Regia  
Attilio CORSINI

Black Comedy è una di quelle rare piece che non invecchiano mai , un virtuoso concertato dei meccanismi della pochade con in più  una trovata geniale : il buio. E’ una commedia che il pubblico vede al negativo: quando i personaggi brancolano nel buio sulla scena c’è una luce accecante e , al contrario, quando si accende un fiammifero o una candela si fa buio.
Scritta nel 1965 dall’ inglese Peter Shaffer,  uno dei drammaturghi più costanti nelle hit parade di tutto il mondo, basti ricordare i successi di Equus e di Amadeus,  Black Comedy  arrivò sui palcoscenici italiani nel ’67  con la regia di Franco Zeffirelli e , come protagonisti  Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri .

Nel buio è tutto  un frenetico susseguirsi di equivoci, tormentoni, scambi di identità. C’è un  black out nella casa dove un giovane scultore spiantato e la sua fidanzata snob aspettano la visita del padre di lei che deve dare l’assenso al matrimonio  e quella di un ricchissimo collezionista tedesco che potrebbe fare la fortuna dell’artista.
Per rendere più accogliente il modesto appartamento i due hanno preso in prestito dal vicino, un antiquario partito per il week end, mobili e soprammobili preziosi di cui lui è gelosissimo.
E quando manca la corrente arrivano nell’ordine: una vicina astemia terrorizzata dall’oscurità, il padre della ragazza  che è un irascibile colonnello, il vicino antiquario gay rientrato in anticipo, la precedente  fidanzata dell’artista che non sa che lui sta per sposare un’altra, un operaio della compagnia elettrica che parla con accento tedesco e  viene scambiato   per il  ricco collezionista .
E alla fine, atteso come Godot, arriva il vero miliardario che precipita in una botola. Pur attraverso una commedia recitata “alla cieca”, a tentoni e a spinte, Shaffer  ci da la metafora di un’umanità che annaspa, inciampa e farnetica.
E’ un “parapiglia” di grande coralità, di interpreti che devono sincronizzarsi in movimenti millimetrici  per  eseguire una nevrotica partitura dalla quale scaturiscono straordinari effetti comici. E la nostra compagnia, che quest’anno festeggia il trentesimo anno   di attività ,  è ben attrezzata per questo tipo di orchestrazione che in alcuni momenti ricorda i ritmi frenetici di Rumori Fuori Scena.

TEATRO VITTORIA
P.zza S.Maria in Liberatrice 10 – Roma

Prima nazionale 29 marzo
Repliche fino al 22 aprile

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