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Il caso di Dorian Gray – teatro Fenicoli Chieti, 17 febbraio

12 Febbraio 2011 11:10

Teatri randagi – Il caso di Dorian Gray

Giovedi 17 febbraio 2011 ore 21:00
di Giuseppe Manfridi
con Manuele Morgese
Regia di Pino Micol

Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto. In questa reinvenzione drammaturgica dell’opera, invece, il suo ruolo si equipara a quello degli altri due in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei termini di un’indagine processuale. Al centro dell’inchiesta, un mistero dall’intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. A tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatra lmente concepito come una virtuosistica partitura per attore solista. L’incalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da un movimento all’altro, è tale da far maturare una suspense imprevista, e le atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con l’assumere i connotati di un noir senza precedenti.

Giuseppe Manfridi

 

L’eterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dell’infernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per questo almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto come sogno. E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali baratri di incubi senza risveglio? Difficile raccontare l’impossibile; il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido cerca di andare oltre e di scavare nell’anima dei protagonisti dell’evento inimmaginabile; Manuele ed io tentiamo di esorcizzare le paure legate all’evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere l’impossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora l’uno ora l’alt ro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia.

Pino Micol

 

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (lun/ven 16.30/19.30)

Giovanni Migliara

26 Novembre 2009 4:57

Giovanni Migliara: il pittore

Originario di Alessandria, si trasferì nel 1802 a Milano per frequentare l’Accademia di Brera dove seguì con profitto corsi di architettura e prospettiva. Fu iniziato da Gaspare Galliari all’arte della scenografia e come pittore teatrale lavorò per qualche tempo per il teatro alla Scala. Perfezionò la sua arte studiando l’opera di Canaletto, ispirandosi alla tradizione veneziana e specializzandosi in vedute paesaggistiche dai toni pacati e spesso malinconici. Diventato ormai assai famoso e le sue opere molto richieste, iniziò a viaggiare alla ricerca di nuovi soggetti per i suoi quadri. Molte opere del pittore, tra cui i celebri "19 album di viaggio", sono oggi conservate nella pinacoteca della città di Alessandria.