Archive for the 'Spettacoli' category
Genesi. I Ribelli.
9 aprile 2007 2:46TEATRO ROSSINI – PONTASSERCHIO
SABATO 14 APRILE ORE 21.00
Arca Azzurra Teatro – Mittelfest 2005
GENESI – I RIBELLI
Sacra rappresentazione contadina ispirata ai personaggi dell’Antico Testamento
Scritto e diretto da Ugo Chiti
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Teresa Fallai, Maurizio Lombardi, Alessio Venturini
La creazione … Adamo Eva…l’Eden…Caino Abele…il diluvio….l’Arca di Noè…l’oltraggio di Cam…
Alcuni "episodi" della Genesi narrati, evocati, rappresentati e traditi sulle cadenze oscure e giocose di una lingua contadina.
Genesi – I ribelli – le prime tessere di un progetto che prende a pretesto la straordinaria concisione narrativa della Genesi per una scrittura riconducibile, per molti aspetti, all’esordio dell’Arca Azzurra Teatro.
Esordio avvenuto nel 1983 con lo spettacolo itinerante Volta la carta…ecco la casa, ritualizzazione di un paesaggio raccontato come un mondo "altro", visione antiveristica del mondo contadino riconducibile al viaggio iniziatico, più che al recupero di una memoria o di una civiltà.
Genesi mette in scena, con alternanza e contrapposizione di segni, il conflitto Dio-Uomo-Padre-Figlio-Potere-Sudditanza. Sintesi e dettagli di vicende spesso eclittiche disseminate da immagini familiari e criptiche.
Contraddizione che genera una scrittura in perenne sospensione tra la visionarietà e il racconto quotidiano.
In una prospettiva sospesa tra cielo e terra l’uomo è posto al centro di uno "smarrimento" che esorcizza con la rappresentazione.
BIGLIETTI DA 10 A 15 EURO
La biglietteria aprirà alle ore 20.00
Teatro Rossini p.zza Togliatti – Pontasserchio (PI)
info allo 050.744400
www.lacittadelteatro.it
Traccia indicativa del percorso drammaturgico
1. L’angelo ribelle, mutilato di un’ala, costretto in un cerchio ostile. Legati alle sue caviglie barattoli vuoti per avvertire il Dio punitivo di ogni suo spostamento. Le parole sono l’acre feroce memoria di un mondo perduto.
2. Le donne con i sassi cacciano l’angelo ribelle nell’oscurità del silenzio.
3. Le donne narrano a due bambini appena passati a Comunione la leggenda di un Eden dove la terra è "morbida, morbida che per cottrarla basta un dito, un fuscello, una penna d’uccello".
4. La donna chiama il sasso, i sassi ingravidano la terra, spingono l’uomo e la donna in piedi verso la fatica del vivere.
5. Ed ecco i primi figli dell’uomo "speculari e diversi" spargere il primo sangue, seminare il primo delitto. Caino colpevole di pretendere troppe risposte da Dio. Caino incredulo davanti ad un Dio che fa di Abele il suo prescelto "perché non tira fuori un lombrico dalla terra e ne fa il suo confidente?". Caino carico di domande e assetato d’amore, porta il seme della ribellione innestandosi al destino dell’angelo ribelle.
6. Noè, il primo "invaso da Dio". Un uomo quieto qualunque posseduto all’improvviso dalla voce di Dio. Noè agitato, smarrito, confuso, incapace di afferrare il pieno senso delle parole di Dio, ossessionato dall’impellenza dell’ordine di Dio. La moglie, i figli vittime dei suoi improvvisi deliri. Noè muore e rinasce un’infinità di volte sempre più forsennato, angosciato, consumato dalla pratica con il divino.
7. I figli da muratori diventano carpentieri e l’Arca prende forma e sostanza mentre il diluvio stermina la gramigna del genere umano.
8. Cam il più bello, solare, giovane di figlio di Noè, intrattiene sull’Arca la moglie, la madre, i fratelli. Canta, racconta barzellette ebraiche e scimmiotta le donne. Noè lo rimprovera, l’umilia pubblicamente seminando gli estremi di un’altra tragedia.
9. Ancora un’altra tragedia dell’amore mancato. Cam oltraggia Noè ubriaco, sodomia o evirazione. Poco importa. Amore o conflitto tra potere e sudditanza non cambia la serialità del caso. Dove c’è un ordine violato c’è un Dio punitivo che maledice i ribelli, che disperde la carne e la ragione dell’uomo confinandolo in un altro ordine, una seconda gerarchia del mondo e ancora…
10. Ed ecco la Torre di Babele nascere come un "estro" di una doppia personalità. Un corpo unico, abitato dai due contrari, Ni-e-No, avvia un surreale forsennato conflitto con propositi e intenti diversi. La distruzione della Torre arriva cadenzata con i toni di una farsa in tragedia.
11. Con i mattoni insanguinati della Torre si costruisce la città di Sodoma che fa da sfondo alla vicenda di Lot la moglie e le figlie. Un inquietante, grottesco interno di famiglia dove non ci sono più ribelli ma ambigue vittime destinate ad approdare ad un incesto forzato. Condanna oltraggiosa e oscuro disegno per seminare ancora sulla terra creature afflitte dai demoni della mente.
Le tessere al momento sono finite….
UGO CHITI
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Dopo il grande successo della mostra “Il lavoro inciso – Arbeit der Grafik” e dei due spettacoli teatrali di febbraio, il comitato anniversari 100 anni CGIL – 60 anni CGIL/AGB comunica le proprie iniziative per il prossimo mese di aprile. Si tratta di due spettacoli teatrali, entrambi della compagnia teatrale Armamaxa teatro.
12 aprile – ore 20.45
Teatro Puccini, piazza Teatro, 2 – Merano
Mammaliturchi. Errare humanum est
Di e con Enrico Messina e Micaela Sapienza
Esplorare il mondo del lavoro in Italia attraverso il punto di vista dell’immigrato. Mostrare la loro fatica, i loro sogni infranti, il loro disincanto: questo universo racconta lo spettacolo. La pièce è stato costruita a partire da storie vere, raccolte parlando con gli immigrati che nel Mezzogiorno raccolgono angurie e pomodori, e prosegue la particolare poetica della compagnia pugliese, composta di ricerca antropologica, tradizione orale, ipertestualità, memoria personale. E forte impatto emotivo, come dimostrano la scenografia composta da due pannelli multifunzionali, la ricca colonna sonora, l’utilizzo di fotografie proiettate sui pannelli e corpi degli attori. “Mammaliturchi – spiega la compagnia – prova a togliere il velo d’indifferenza sulla questione dell’immigrazione e del lavoro immigrato. Indifferenza che, nata forse dalla paura e dalle differenze, si alimenta ormai solo dell’abitudine. A vederli; ma come se non ci fossero: nelle strade, nei campi, sui marciapiedi di notte, sulle spiagge, ai semafori, nelle stazioni, nei discount delle sottomarche. Troppo lontani per riguardarci davvero da vicino”.
Info e prevendita:
Comitato Anniversari 100 anni CGIL – 60 anni CGIL/AGB
C/o CGIL/AGB Merano
Via O. Huber, 54 – Merano
Tel: 0473/203444 – e-mail: comitatoanniversari@cgil-agb.it
13 aprile – ore 20.45
Teatro Cristallo, via Dalmazia, 30 – Bolzano
Braccianti. La memoria che resta
Di e con Enrico Messina e Micaela Sapienza
Un viaggio nel passato, quando i contadini pugliesi lavoravano “da sole a sole”. Il duro lavoro quotidiano, la miseria, l’occupazione delle terre, l’emigrazione, le lotte sindacali guidate da Giuseppe Di Vittorio. Sono passati già cinquant’anni, eppure il racconto è vivo come se fosse cronaca. I due autori-attori, Enrico Messina e Micaela Sapienza, portano in scena la condizione del lavoro bracciantile in Italia, in particolare del Tavoliere delle Puglie. La pièce viaggia nella fatica di allora, fino a squarci odierni, a questi nuovi contadini venuti dalla povertà di altre parti del mondo. Nello spazio vuoto del palcoscenico poche sedie e, sul fondo, un grande velo bianco dove vengono proiettate immagini che prendono vita dai gesti degli interpreti: volti, mani, stalle, strade, campi, vigne, povere stanze dove il ritratto di Giuseppe Di Vittorio affianca una grande icona di Cristo. E la “terra”, quella terra che inghiotte e prosciuga le forze, torna nelle voci, nei racconti, nelle parole dei testimoni di allora. Un paesaggio umano dal quale emergono gli attori, che da narratori si trasformano in puri evocatori di quel mondo, aprendo la porta della riflessione su quello che siamo, sul passato che ci portiamo dentro, denso o negato.
Info e prevendita:
Comitato Anniversari 100 anni CGIL – 60 anni CGIL/AGB
C/o CGIL/AGB
Via Roma, 79 – Bolzano
Tel: 0471/926571 – e-mail: comitatoanniversari@cgil-agb.it
Per entrambi gli spettacoli il prezzo di ingresso è di 5,00 € intero, 3,50 € ridotto (iscritti CGIL/AGB, under 26, over 60, famiglie).
Gli spettacoli, che rientrano nel Progetto braccianti (www.progettobraccianti.it), saranno accompagnati da una mostra fotografica nel foyer dei teatri.
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Black Comedy a Roma
29 marzo 2007 2:37Compagnia Attori&Tecnici
BLACK COMEDY
di Peter Shaffer
traduzione e adattamento di Attilio Corsini
con Viviana Toniolo Giorgio Lupano Stefano Altieri
Stefano Messina Roberto Della Casa Annalisa Favetti
e la partecipazione di Debora Caprioglio
scene Uberto Bertacca
Regia
Attilio CORSINI
Black Comedy è una di quelle rare piece che non invecchiano mai , un virtuoso concertato dei meccanismi della pochade con in più una trovata geniale : il buio. E’ una commedia che il pubblico vede al negativo: quando i personaggi brancolano nel buio sulla scena c’è una luce accecante e , al contrario, quando si accende un fiammifero o una candela si fa buio.
Scritta nel 1965 dall’ inglese Peter Shaffer, uno dei drammaturghi più costanti nelle hit parade di tutto il mondo, basti ricordare i successi di Equus e di Amadeus, Black Comedy arrivò sui palcoscenici italiani nel ’67 con la regia di Franco Zeffirelli e , come protagonisti Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri .
Nel buio è tutto un frenetico susseguirsi di equivoci, tormentoni, scambi di identità. C’è un black out nella casa dove un giovane scultore spiantato e la sua fidanzata snob aspettano la visita del padre di lei che deve dare l’assenso al matrimonio e quella di un ricchissimo collezionista tedesco che potrebbe fare la fortuna dell’artista.
Per rendere più accogliente il modesto appartamento i due hanno preso in prestito dal vicino, un antiquario partito per il week end, mobili e soprammobili preziosi di cui lui è gelosissimo.
E quando manca la corrente arrivano nell’ordine: una vicina astemia terrorizzata dall’oscurità, il padre della ragazza che è un irascibile colonnello, il vicino antiquario gay rientrato in anticipo, la precedente fidanzata dell’artista che non sa che lui sta per sposare un’altra, un operaio della compagnia elettrica che parla con accento tedesco e viene scambiato per il ricco collezionista .
E alla fine, atteso come Godot, arriva il vero miliardario che precipita in una botola. Pur attraverso una commedia recitata “alla cieca”, a tentoni e a spinte, Shaffer ci da la metafora di un’umanità che annaspa, inciampa e farnetica.
E’ un “parapiglia” di grande coralità, di interpreti che devono sincronizzarsi in movimenti millimetrici per eseguire una nevrotica partitura dalla quale scaturiscono straordinari effetti comici. E la nostra compagnia, che quest’anno festeggia il trentesimo anno di attività , è ben attrezzata per questo tipo di orchestrazione che in alcuni momenti ricorda i ritmi frenetici di Rumori Fuori Scena.
TEATRO VITTORIA
P.zza S.Maria in Liberatrice 10 – Roma
Prima nazionale 29 marzo
Repliche fino al 22 aprile
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Canti dall’Inferno al Teatro Regio
23 marzo 2007 5:04Canti dall’inferno
Il mare dentro il dolore
Le lettere di Ramón Sampedro
dal libro al cinema, dal cinema al teatro
Grande attesa per il nuovo spettacolo di Davide Livermore
su musiche di Andrea Chenna
Piccolo Regio “G. Puccini”, Martedì 3 e Mercoledì 4 Aprile, ore 21
Martedì 3 e mercoledì 4 aprile alle ore 21 va in scena in prima rappresentazione assoluta uno degli appuntamenti più attesi del Piccolo Regio Laboratorio, Canti dall’inferno. Il mare dentro il dolore, nuovo spettacolo di e con Davide Livermore (regia, scene e costumi) su musiche di Andrea Chenna, testi di Ramón Sampedro (da Lettere dall’inferno), Luigi Chiarella, Roberta Cortese e Beatríz de Dia. In scena sono gli stessi Livermore e Cortese insieme al soprano Manuela Custer e, al salterio, Christine Angele. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Regio e dall’Associazione Baretti in collaborazione con Fondazione e Scuola del Teatro Stabile di Torino e Associazione Amici del Regio.
Canti dall’inferno è un «moderno madrigale rappresentativo», l’ultimo risultato di una ricerca condotta da Davide Livermore volta a esplorare la terra di mezzo tra parola parlata e cantata. La musica al servizio della parola, secondo la teorizzazione monteverdiana, è l’assioma di partenza che porta però a una creazione necessariamente nutrita di modalità e drammaturgia contemporanee. La storia – nota al grande pubblico grazie al libro di Ramón Sampedro Lettere dall’inferno (Mondadori) e al film Mare dentro di Alejandro Amenábar, vincitore del Leone d’Argento e dell’Oscar come miglior film straniero – è quella di un giovane tetraplegico bloccato a letto (lo stesso Ramón Sampedro) che per vent’anni si batte per il diritto all’eutanasia, poi ottenuto nel 1998. Mentre lotta per morire, Sampedro vive dipingendo, pregando, scrivendo, incontrando persone.
Nella trasposizione scenica è lo spirito di Ramón che parla, dal suo letto, attraverso le macchine che lo tengono in vita. Non quelle mediche, ma quelle che gli servono per dipingere e scrivere, divenute grazie alle elaborazioni sonore di Andrea Chenna una vera e propria orchestra elettronica che, insieme a uno strumento di origine medievale quale il salterio, compone la base musicale di sostegno alla parola e al canto. Il percorso di Ramón è seguito da due donne, emblematiche del diverso modo di rapportarsi alla malattia: rappresentano l’amore, che costituisce per lui una fonte di attaccamento alla vita e si esprime nei versi di Beatríz de Dia, trovatrice occitana del XII secolo; e l’abnegazione che si spinge, nella quotidianità della tetraplegia, fino all’accettazione dell’estrema volontà di Ramón.
Davide Livermore torna al Piccolo Regio Laboratorio dopo i successi di pubblico e critica ottenuti nel 2003 con Bure Baruta (La polveriera) e La vergine della tangenziale, spettacoli che l’hanno poi portato a firmare le regie di due bellissimi allestimenti per la Stagione d’Opera del Regio (Billy Budd nel 2004 e Il ratto dal serraglio nel 2006), oltre che diverse produzioni al Teatro Stabile e in altri teatri lirici italiani (citiamo fra gli altri Genova, Venezia e Firenze). «Non si tratta di uno spettacolo che affronta direttamente il tema dell’eutanasia – ha dichiarato a proposito di Canti dall’inferno –. L’arcata drammaturgia segue la tensione interna del personaggio, che vuole trovare un senso alla vita. Ramón estremizza il percorso, la ricerca che è di tutti». In questo spettacolo si avvale delle luci e della direzione tecnica di Alberto Giolitti.
I biglietti per lo spettacolo, a 7,50 euro, sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio (piazza Castello 215 – Tel. 011.8815.241/242 – e-mail) e un’ora prima degli spettacoli alla Biglietteria del Piccolo Regio. Informazioni: tel. 011.8815.557; e-mail – sito internet Teatro Regio.
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Due dozzine di Rose Scarlatte a Mira (VE)
22 marzo 2007 2:36Domenica 25 marzo al Teatro Villa dei Leoni, lo spettacolo prodotto da La Piccionaia chiude il cartellone dedicato al teatro veneto di tradizione
MIRA, "DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE" PER IL GRAN FINALE DI "VENETO D’ATTORE"
DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE "ricopriranno", domenica 25 marzo (ore 17), il palcoscenico del Teatro Villa dei Leoni di Mira (VE) per salutare la conclusione dell’edizione 2007 di VENETO D’ATTORE, il cartellone dedicato agli amanti del teatro veneto di tradizione, promosso da Assessorato alla Cultura di Mira e La Piccionaia-I Carrara Teatro Stabile di Innovazione, in collaborazione con Provincia di Venezia, Arteven, APT di Venezia e Banca del Veneziano. Un cartellone che ha fatto registrare ancora una volta un notevole successo di pubblico, il quale ha premiato una programmazione di alto livello che unisce la qualità degli spettacoli in scena a una matrice che rimane comunque quella di pièce dal sapore popolare.
DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE, prodotto da La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di Innovazione, è un’opera ironica e divertente dedicata al tema della fedeltà coniugale. Scritta nel 1936, mira ad evidenziare l’attualità del meccanismo comico del testo e costituisce un cavallo di battaglia nel repertorio della famiglia Carrara fin dai tempi del teatro mobile.
La Piccionaia – I Carrara
DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE
La fortuna di questo testo del 1936 è certamente legata all’ironia con cui viene trattato il tema della fedeltà coniugale, un’ironia che sottolinea il potere della fantasia e dell’immaginazione nella vita quotidiana. La protagonista Marina, stanca della routine familiare, si trova, a causa dell’equivocato dono di un mazzo di rose, ad immaginare di essere corteggiata da uno sconosciuto che si firma "Mistero". In realtà "Mistero" è proprio il marito Alberto, che di fronte all’evidenza dell’infatuazione della moglie, comincia ad assecondarla con l’aiuto dell’amico Tommaso. Le scrive, le manda altri fiori, ed arriva finalmente a darle un appuntamento. L’insuperabile meccanismo comico prevede che l’amico tenti goffamente di approfittare della situazione provocando il felice scioglimento della vicenda. La popolarità di DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE è confermata dalla sua collocazione nel repertorio storico della famiglia Carrara fino dai tempi del teatro mobile. Un’opera che mira ad evidenziare l’attualità del meccanismo comico del testo, pur facendo tesoro di tutta la tradizione interpretativa di ritmi, intonazioni, soggetti, che nasce dalla lunga consuetudine con la sua rappresentazione.
Biglietto unico 8 euro
INFO > Ufficio Teatro Villa dei Leoni
tel. 0414266545 – info@teatrovilladeileoni.it
www.teatrovilladeileoni.it
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Arriva al Teatro Agnelli la nuova produzione di SANTIBRIGANTI/TEATRO DEL FRIZZO
"LA SPOSA FRANCESE"
Dopo il fortunato esito di La Commedia della Pazzia, allestito nel 2003 e tuttora replicato in Italia e all’estero,
Santibriganti Teatro e Teatro del Frizzo, uniti in un progetto di ricerca sul comico di tradizione popolare,
propongono un testo originale ispirato alle maschere della Commedia dell’Arte.
Nuovamente per le due compagnie un lavoro che travalica le Alpi,
attraverso l’uso di Italiano e Francese, un’opera che affonda le proprie radici nel multilinguismo del Teatro dei comici dell’Arte.
Una nuova interessante scommessa che sarà messa in scena presso il Teatro Agnelli da mercoledì 28/03 a venerdì 30/03.
TEATRO AGNELLI
dal 28 al 30 marzo 2007 – ore 21.00
SantiBriganti Teatro / Teatro del Frizzo
La sposa francese
ideato e diretto da Mauro Piombo
drammaturgia Orlando Manfredi
con Maria Augusta Balla, Costanza Frola Cinzia Brugnola, Michele Guaraldo, Ettore Scarpa
La vicenda è incentrata sul vecchio Pantalone che, vinto dalla forza regressiva della maschera, culla il sogno tardivo del grande amore. Così “emigra”, va sposo in terra di Francia. Ma che cosa lo spinge oltralpe? Una bellezza che sta oltre il valico, oltre il tempo inesorabile; una bellezza immaginata. É l’illusione che accompagna ogni giorno della nostra vita.
ingresso intero € 10,00
ingresso ridotto € 8,00
Ultimo appuntamento, poi, con FILOSOFI A TEATRO presso la Cavallerizza Reale.
Arriva in scena Il teatro e l’arte – LO IONE.
Ad un Platone che scriveva di un teatro "lontano dall’uso della ragione", oggi, si propone la concretezza di un’arte che invece si è inserita a pieno titolo tra le forme di comunicazione ed educazione, un teatro che per le scuole funge lungo tutto l’anno scolastico da mezzo per raccontare e spiegare, arricchendo così la proposta formativa.
CAVALLERIZZA REALE – MANICA LUNGA
23 – 24 marzo 2007 – ore 20.45
Bob Marchese / Fiorenza Brogi
Filosofi a Teatro
Il teatro e l’arte
con Mattia Mariani, Silvia Nati, Angelo Scarafiotti, Sax Nicosia
Ione, Platone, Socrate ma anche Nietszche dibattono di poesia tragica e dell’unione tra parole e musica.
in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino
ingresso intero € 8,00
ingresso ridotto € 6,00
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La Fila al Teatro Duse
21 marzo 2007 10:44DAL 23 MARZO AL 1 APRILE
AL TEATRO DUSE (via crema,8 – Re di Roma)
LA FILA
Cosa faresti per essere primo?
(Titolo originale: “LINE” di Israel Horovitz)
REGIA di CLAUDIO INSEGNO
UNA FILA. CINQUE PERSONE. TUTTI SARANNO SECONDI. TRANNE UNO:
COSA FARESTI PER ESSERE IL PRIMO?
Torna, dopo due settimane di sould out in Novembre e soprattutto dopo anni di successi e fortunate rappresentazioni in tutto il mondo “LINE”, la più lunga produzione off-Broadway, tuttora in scena nei teatri di New York.
Dopo il debutto nel 1971, il testo di Israel Horovitz è stato tradotto in 30 lingue e vanta oltre 25 anni di successi mondiali.
La pièce, un atto unico incentrato sul tema del conflitto, mette insieme due uomini poi tre, quattro…
Se si aggiunge una donna ecco che esplode il conflitto.
Lotteranno per il primo posto di una fila senza capo né coda, né scopo, ma tutti saranno disposti anche a morire pur di riuscire nell’intento.
Perché la competizione finirà per essere l’unica ragione di esistere.
Con la spumeggiante regia di CLAUDIO INSEGNO ed un cast di 5 attori tutti da scoprire, “LA FILA” vi travolgerà in un turbine di continui colpi di scena ed un vero e proprio “catalogo” dei più bizzarri comportamenti umani.
Il cast è composto da attori giovanissimi della compagnia “Attori animati” (tutti al di sotto dei 30 anni!), diplomati all’accademia “Corrado Pani”, e con alle spalle importanti esperienze teatrali e televisive: FEDERICO PERROTTA, LORENZO DI PIETRO, CARLO PAVAN, FRANCESCO ARIENZO e CLAUDIA FERRI
“LA FILA” è in turnèè per la stagione 2007 /2008
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